contro- intestazione

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Da sud a nord, la strada del rientro

Prima o poi ogni vacanza finisce e tocca tornare. Nel viaggio di ritorno da S.Antioco ad Olbia si attraversa tutta la Sardegna, da Sud a Nord.

Sulla Spiaggia di Maladroxia, S.Antioco - Giugno.
Nikon D3, ob. Nikon AFs 24-70/2.8 G.

La pianura del Campidano, nei primi giorni di Giugno di quest'anno, è stata soffocata dalla canicola di un inaspettato anticipo d'estate. Questa scomoda situazione ha fatto sì che il mio sguardo abbia sorvolato rapido sui campi mietuti e da mietere del medio-basso Campidano. Insomma faceva un caldo bestia. Obbligatoria una sosta a mezza via in quel di Cabras da Zia Belledda per gustare due spaghi alla bottarga (mamma che buoni) e i muggini del Sinis, cucinati, come sempre, con grande maestria ed estrema semplicità e poi, d'obbligo, un salto a vedere i colori di Is Arutas, da imprimere sulla retina a ricordo di un mare sfacciatamente turchese e trasparente.

Is Arutas, Cabras (OR) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G + Hoya circular pola
Is Arutas, Cabras (OR) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G + Hoya circular pola
Is Arutas, Cabras (OR) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G + Hoya circular pola.

Non so quanti si siano accorti della scogliera calcarea (ma sarà poi arenaria o è tufo vulcanico? boh)  che divide la spiaggia di Is Arutas in due ampie anse. Certamente tutti si rimane affascinati del bianco abbagliante dei miliardi di sassolini di quarzite che fanno la fama di Is Arutas, e si finisce per non badare più al resto. In effetti quella scogliera di roccia tenera non è affatto passata inosservata. Non so in che anni, ma è palese il segno del taglio dei cavatori che di questi scogli hanno fatto blocchi per costruzione, riducendo la scogliera al livello del mare. Dicevo, non so da quando e per quanto tempo questa cava sia rimasta attiva, ma non mi stupirei affatto di scoprire alcune di queste pietre nelle rovine della vicina Tharros, città relitto del tempo in cui i Fenici scorrazzavano tra le coste del sud e del nord del Mar Mediterraneo. Ma non c'è tempo per rincoglionirsi oltre nel sole di giugno: il traghetto è ad Olbia e ad una certa ora salpa, con o senza di noi.

Nel giudicare i tempi per gli spostamenti sono sempre stato o troppo ottimista (e arrivo in ritardo) o decisamente ansioso e allora è storia di anticipi imbarazzanti. Su questo trasferimento Oristano - Olbia me la sono giocata abbastanza bene, se tre ore di anticipo alla partenza del traghetto sono giudicabili "ragionevoli". Sì, ma io di stare due ore su un molo a osservare la panza di ferro di un traghetto, tra le incursioni dei gabbiani e le crisi di ansia delle mamme, non ce l'avevo neanche in mente. Quindi ho insistito con Laura per spendere questo tempo morto a visitare porto San Paolo, località turistica a pochi chilometri a sud di Olbia. E perché proprio qui? Perché in questo luogo ci sono già stato nel 1986. Il ricordo lontano, ma ancora vivo, di quella piccola spiaggia, del fiume e dell'imponente dorso di Tavolara, lì all'orizzonte, mi chiamava. Chissà se tutto è ancora la suo posto, se il fiume sta ancora lì e le rocce tutte attorno sono ancora rosse come nei miei ricordi. E' sì c'è ancora tutto, mancano solo i miei 17 anni.

La spiaggetta di porto San Paolo, Olbia (OTP) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G + Hoya circular pola.
La spiaggetta di porto San Paolo, Olbia (OTP) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G + Hoya circular pola

Su questa sabbia di granella puntuta si concludeva nel Giugno del 1986 un periplo motociclistico dell'isola che mi vide passeggero sulla moto di mio cugino Gianstefano. Cosa gli venne in mente di tirarsi appresso il suo cuginetto più giovane a Stefano non l'ho mai domandato. Fatto sta che in quella tarda primavera di metà anni '80 la Sardegna fu innaffiata da una quantità d'acquazzoni mai vista e noi, a cavallo di una bella moto Honda XL600, li prendemmo tutti. Su questa spiaggia piantammo la tenda (umida) per l'ultima notte di campeggio libero (sia mai che si andasse in struttura a pagamento: che barboni). Confesso che lavarsi i denti alle sei la mattina nell'acqua di mare, dopo una notte passata con un occhio aperto e l'altro chiuso, non è poi un'esperienza che genera chissà che nostalgia. Più che altro è "un'esperienza", ecco, fa curriculum. Rivedere quella spiaggia è stato un vero momento "amarcord". Laura mi ha trascinato via, che se no sto traghetto lo si perdeva sul serio.

La vista che si gode da un traghetto uscendo dal golfo di Olbia nelle ultime ore del giorno, ha qualcosa di commovente. Sarà la luce blu che diventa rossa verso ponente, sarà il faro che sembra salutare con la sua lucetta lampeggiante, sarà la brezza dolce e salmastra, ma non c'è passeggero che non senta un po' di malinconia. E mentre la massa imponente dell'isola Tavolara scivola lenta fino a scomparire nella foschia blu, siamo tutti lì, italiani tedeschi francesi olandesi e svizzeri, a farci schiaffeggiare dalle folate al gasolio sui ponti del traghetto (Moby Drea per la cronaca), con lo sguardo verso la luce della sera, verso la Sardegna che inesorabile si allontana. Avrò vissuto più di 20 volte questo momento, ma tutte le volte è uguale. Tutte le volte mi riprometto di tornare.

Il faro del Golfo di Olbia (OTP) - Giugno.
Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G.
Uscendo dal golfo di Olbia (OTP) - Giugno.
 Nikon D3, ob Nikon AFs 24-70/2.8 G.


I quattro mori nel vento: arrivederci. Porto San Paolo (OTP) - Giugno.
Nikon D3 ob Nikon AF-s 24-70/2.8 G