contro- intestazione

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Passo delle Possette 2179m

Le Alpi sono zeppe di valli valloni vallette, valichi, passi, pianori, conche, angoli e anfratti, luoghi che per una ragione o per l'altra ci incuriosiscono e ce li ricordiamo tutta la vita.

Oconi. Varzo (VB) - Febbraio 1996.
Nikon FM2n, ob Tamron SP 180/2.5 LD-IF. Film Sensia 100, hands hold.

L'Ossola che io conosco è il paese di Varzo, il bricco di Trasquera, le tre case di Bugliaga e tutto quel versante a sud del Monte Leone, un balcone di prati e pascoli assolati che salgono, inclinati, fino alla cimetta del monte Téggiolo. Non sono montagne note per l'arrampicata sportiva, e nemmeno suscitano grande interesse in chi pratica lunghi treck zaino in spalla. Schiacciato contro il confine svizzero, questo versante della Val Divedro che guarda a sud, è stato in passato territorio di contrabbandieri, cacciatori, cercatori di funghi e ovviamente pastori. Oggi, lungo i sentieri di questo pezzo di Ossola, è raro imbattersi in alcuno. La strada che da Trasquera prosegue verso nord ovest, termina nel piazzale di Bugliaga; la valle proseguirebbe anche, ma oltre non si va, in pratica è un "cul de sac". Prima che inizi il territorio elvetico l'orografia del versante si deforma non concedendo alcuna libertà a qualunque ipotesi di opera civile. Siamo sopra le gole di Gondo (no, non è un nome di "The Lord of Rings"), qui la montagna si increspa, si arriccia, si piega in coste verticali e pareti di roccia franosa. Per svalicare verso il Sempione occorre seguire la bassa via, a raso del torrente Diveria. Là di sotto, nel buio dell'ombra, i carabinieri della stazione di Iselle, da sempre, hanno avuto a maledire quell'assegnamento, ma tant'è. Più in alto, sopra a questa stretta gola, il sole splende allegro, anche in pieno inverno. Ma veramente questo tronco di Val Divedro è un percorso chiuso che non porta da nessuna parte? Certo che no.

Valle oscura. Val Divedro verso il passo del Sempione - Inverno 1993.
Minolta X700, ob. Tamron SP 400/4 LD IF. Film Turachrome 100.

Da Bugliaga un bel sentiero conduce su fino ai piani alti del Téggiolo, da qui si può svalicare e scendere all'Alpe Vallè, sotto il Pizzo di Val Grande di Vallè e discendendo ancora, giungere alla conca di Nembro in alta val Cairasca. Chiave fondamentale di questo bel giro è il Passo delle Possette a 2179 m. Il passo è una larga spaccatura nella corona granitica della costa del Téggiolo, un passaggio obbligato per superare la murata verticale di rocce sfrangiate. Questo giro in estate è una passeggiata meravigliosa. In inverno invece è semplicemente UNA FIGATA PAZZESCA!!!

La prima volta fu nell'inverno del 1995, Febbraio per inciso. Salii racchettando, in splendida solitudine, fino all'Alpe Vallè, provenendo dalla Val Cairasca (San Domenico). Giuro: mancava solo Zanna Bianca. La seconda volta partii da Bugliaga e, di prato in prato, raggiunsi i 2200m della cima del Téggiolo, era  un pomeriggio di Marzo del 1996. I pianori carichi di neve dell'altipiano del Téggiolo erano segnati dalle sole impronte di pernici e lepri. In vetta trovai un minuscolo Bivacco, un pollaio di sassi e calcina, dotato di stufa e tavolacci per giaciglio. Ci avremmo trascorso, Laura e io, una notte bizzarra nel Marzo di tre anni dopo. La bizzarria fu legata alle "bizze" della stufa il cui scarsissimo tiraggio ci affumicò per bene. Ma prima di convincere Laura a bivaccare a 2200 metri e -15°C, dovevo introdurla all'escursionismo invernale. Lo feci proprio sulle ampie e assolate radure del sentiero per il Passo delle Possette. La prima salita fu nell'inverno 1997. Arrivammo al passo con le racchette appese allo zaino e i ramponi ai piedi. Faceva freddo e più che neve, scarsa, incontrammo lastre di ghiaccio un po' lungo tutto il sentiero. Il passo è decisamente esposto ed il vento quando soffia lo fa sul serio, non è raro perciò che gli ultimi metri di pista siano da farsi sul ghiaccio duro. In quell'occasione scollinammo in punta di ramponi. Il freddo è una cosa seria, e lo è ancor di più se si è spossati da tre ore di salita nella neve pesante. A fine Febbraio 1998 incontrammo sia l'uno che l'altra. Passammo le Possette e ci fermammo a rifiatare sull'altipiano, nella luce del pomeriggio. Un ambiente spettacolare, un silenzio profondo. Là dietro, spuntava la cima del Leone, bello come l'Everest, grigio e bianco e spazzato dalla tormenta nel cielo azzurro. Fu allora che mi accorsi che Laura non stava apprezzando quanto me. Accoccolata sopra le racchette da neve, in posizione raccolta, mi tirava strane occhiatacce. Forse che non se la stesse godendo?? Me l'ha menata per anni, ma oggi ricorda anche lei con piacere quella passeggiata con il rientro nella luce della luna che faceva scintillare i cristalli di neve come lucciole.  Mi piacerebbe tornare su alle Possette; boh vediamo, per intanto a chi passa di qui e legge queste note sappia che gli sto regalando una dritta buona come poche. Ne faccia buon uso.

Prime case dell'alpe Vallé. Val Cairasca (VB) - Febbraio 1995.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 35/2. Film Sensia 100, hands hold.

-------------- MARZO 1996 ---------------

Il dosso di svalico del Passo delle Possette segnato dalle orme di una Pernice. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye. Film Sensia 100, hands hold.
Selfy a manetta sull' altipiano del Teggiolo. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.
Sull'altipiano del Teggiolo. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.
Veduta della val Divedro e della gola di Gondo dalla vetta del Teggiolo 2200m. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye. Film Sensia 100, hands hold.
L'ampio e spazioso bivacco sulla vetta del Teggiolo. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8 & o. Nikon AIS 16/2.8 Fisheye. Film Sensia 100, hands hold.

-------------- MARZO 1997 ---------------

In salita da Bugliaga verso il passo. Val Divedro (VB) - Marzo 1997.
Nikon FM2n, ob. Nikon AIS 16/2.8 Fisheye & ob. Nikon AF 85/1.8. Film Sensia 100, hands hold.
Il Passo delle Possette sferzato da un bel vento teso. Val Divedro (VB) - Marzo 1997.
Nikon FM2n, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye. Film Sensia 100, hands hold.
Dal Passo delle Possette si vede la vetta del Monte Leone 3553m. Dietro il crinale c'è il lago d'Avino. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.
Il Passo delle Possette, ben indicato dai cartelli CAI. Val Divedro (VB) - Marzo 1996.
Nikon FM2n, ob. Nikon AIS 55/2.8 micro & ob. Nikon AF 35/2. Film Sensia 100, hands hold.
Arriva la notte, e nelle ultime luci oltre la Colma di Dreuza spunta la Scheggia della Val Vigezzo. Val Divedro (VB) - Marzo 1997.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 85/1.8. Film Sensia 100, hands hold.

-------------- FEBBRAIO 1998 ---------------

Risalire sui prati nella neve pesante. Val Divedro (VB) - Febbraio 1998.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 35/2. Film Sensia 100, hands hold.
L'ultimo strappo prima del passo e i pascoli alti di Bugliaga. Val Divedro (VB) - Febbraio 1998.
Nikon FM2n, ob Nikon AIS 55/2.8 Micro. Film Sensia 100, hands hold.
Il piano dell'alta valle, dopo il passo. Impronte di lepre e altro. Val Divedro (VB) - Febbraio 1998.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.
Thè caldo sull'altipiano del Teggiolo, con monte Leone alle spalle. Val Divedro (VB) - Febbraio 1998.
Nikon FM2n, ob. Nikon AIS 16/2.8 Fisheye & ob. Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.
Si riparte per il rientro: allegria! Val Divedro (VB) - Febbraio 1998.
Nikon FM2n, ob Nikon AF 20/2.8. Film Sensia 100, hands hold.


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Foto Note. Gli anni passano e la materia organica invecchia. Così, insieme ai capelli bianchi che spuntano qui e là nella mia zazzera, compaiono singolari alterazioni cromatiche nelle diapositive che conservo con maniacale cura. Sono diventato pazzo per ottenere dei colori "guardabili" da queste immagini ventennali (e non ci sono riuscito sempre). Non basta dover combattere con derive di colore che interessano tutto il fotogramma, e no accidenti! Specialmente le immagini grandangolari hanno subito una deviazione cromatica differente da centro fotogramma ai bordi. Un delirio correggere, con maschere ad hoc, il verde giallo sfumato sui bordi. Questo difetto si nota poco in una ripresa "generica", ma qui in questo caso tratta di immagini dove il bianco della neve la fa da padrone, perciò ogni alone, ogni deragliamento dei colori è immediatamente percepibile. Beh, tocca tornare in quota con i bit invece dei rulli. Speriamo di poterlo fare presto.