contro- intestazione

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In montagna d'inverno con le scarpe grosse

Premessa
Le immagini di questo post risalgono all'inverno 1997-1998, ma in linea di massima quanto qui illustrato non è variato di molto. E nemmeno i protagonisti sono poi troppo differenti. Certo ci sono 15 anni di più, ma tutto sommato si conservano ancora bene.

Val Cairasca con le racchette da neve.
Nella metà degli anni novanta in Italia ci siamo accorti che le nostre Alpi sono belle anche d'inverno e senza, necessariamente, avere un paio di sci ai piedi. E' stato in quel periodo che è iniziato un bel movimento di camminatori con racchette da neve. Al tempo, dalle mie parti, le racchette non erano troppo diffuse e procurarsene un paio di quelle "giuste" occorrevano troppi soldi. E così con un po' di fantasia, manualità e qualche parolaccia, ci siamo costruiti le nostre racchette.

Le mie racchette: un tubo di alluminio sagomato, cuoio, pelle, gomma e Nylon. E tanti rivetti.

Le Alpi Occidentali hanno valli infossate e strette. Il pericolo valanghe è sempre in agguato e basta veramente poco per mettersi nei guai. Quindi non tutti i sentieri "estivi" sono adatti all'escursionismo invernale. Un luogo abbastanza adeguato è il vallone di Ponte Campo a San Domenico di Varzo in alta Val Cairasca. Le vecchie piste da sci di San Domenico, in disuso da oltre venti anni, sono un ottimo luogo per provare l'ebbrezza da Grande Nord. Una specie di Klondike di casa nostra, a qualche chilometro da Domodossola e a pochi minuti di cammino dal parcheggio auto.

La conca di Nembro sotto le pareti del Pizzo di Valgrande di Valle. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon Ais 55/2.8 micro, Fuji Sesia 100.

La conca di Nembro è un luogo freddo, molto freddo. Le già scarse ore di luce invernali qui sono ulteriormente ridotte dalla conformazione del vallone. Infatti la valle è orientata da Est a Ovest e chiusa sul fondo dal muro del Pizzo di Valgrande. In pratica durante l'inverno il sole non illumina mai il versante meridionale del vallone che rimane cristallizzato nel ghiaccio. La situazione è ben diversa sul versante opposto. L'irraggiamento solare colpisce i fianchi del versante e l'escursione termica che ne deriva, sollecita il distacco della copertura nevosa. Occorre badare bene alle condizioni di innevamento. Bastano poche decine di metri quadri di coltre nevosa per trascinare via e seppellire un escursionista.

Il triste ricordo della valanga dell'Aprile del 1986. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 20/2.8, Fuji Sesia 100.
Attraversiamo un cumulo di neve di slavina. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 20/2.8, Fuji Sesia 100.
A spasso tra baite e prati. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 35/2 e Nikon AF 20/2.8, Fuji Sesia 100.
Giù per il pendio. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 85/1.8, Fuji Sesia 100.
C'è ancora qualche ruscello da superare. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 20/2.8 Flash Sunpack 26DX, Fuji Sesia 100.
Nuvole basse che portano una spruzzata di neve sulla foresta di larici e abeti. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 85/1.8, Fuji Sesia 100.

Oooops!

Come documentato nelle immagini precedenti, non sarà sfuggito che, nel nostro peregrinare, è raro che si incontrino giornate di sole, ma talvolta succede. Così avvenne il secondo giorno di permanenza in quel fine d'anno 1997 inizio 1998. Il sole finalmente si fece vedere. Grande giornata. Decidemmo di compiere il giro ad anello che segue la strada da San Domenico a Ponte Campo e poi ritorna a San Domenico passando lungo il torrente Cairasca. Da ponte Campo, dove si attraversa il torrente Cairasca, si può fare una puntata su per il sentiero che conduce all'alpe Vallè. Noi così facemmo, risalendo la costa ripida fin dove la valletta si strozza. La via del ritorno la prendemmo sempre dal ponte sul torrente Cairasca seguendo la riva destra del fiume, fino alla vecchia cabina skilift alla base della collina dell'abitato di San Domenico. Da qui, guadato il basso torrente, ripercorremmo in "direttissima" il vecchio tracciato dello skilift ,al tempo ben visibile. Oggi immagino che non ve ne sia più traccia, inghiottito dalla vegetazione del bosco, è quindi necessario risalire l'ampio prato sulla sinistra del torrente, fino a raggiungere nuovamente la strada.

I prati di San Domenico verso ponte Campo. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2, ob Nikon AF 35/2. Fuji Sensia 100.
Impronte di pernice e cumuli di slavina all'imbocco del sentiero per l'alpe Vallè. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 35/2 e Nikon AF 20/2.8, Fuji Sesia 100.
Ai piedi del Pizzo di Valgrande di Valle in prossimità del lariceto e ai piedi di un larice incurvato dalle frequenti valanghe.
 San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 35/2 e Nikon AF 20/2.8, Fuji Sesia 100.
Attraversiamo il bosco di Larici sotto il Pizzo di Valgrande di Valle. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 35/2, Fuji Sesia 100.
Il sentiero per l'Alpe Vallè passa ai piedi del Pizzo di Valgrande di Valle in un punto battuto da frequenti e enormi slavine.
San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 35/2 , Fuji Sesia 100.
Ultimi raggi di sole sulle cime della val Cairasca viste dal sentiero per l'alpe Vallè. Sulla destra si riconosce la conca dell'alpe Ciamporino.
 San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon Ais 55/2.8 micro, Fuji Sesia 100.
Tanto per cambiare si rientra di notte. San Domenico di Varzo (VB) - Gennaio.
Nikon FM2n ob. Nikon AF 20/2.8 Flash Sunpack 26DX, Fuji Sesia 100.

Il sentiero che conduce all'Alpe Vallè passa proprio sotto ad una serie di canaloni nei quali si accumulano enormi quantità di neve. La ripidità del versante fa sì che la neve non rimanga a lungo aggrappata alla montagna. Quei canaloni ogni inverno scaricano tonnellate di neve nel vallone di Nembro, strappando arbusti e rocce dal suolo. I segni di questa violenza sono sotto gli occhi di tutti gli escursionisti che, in estate, si arrampicano su per la mulattiera dell'Alpe Veglia. E' poco consigliabile attraversare questa zona. Noi lo abbiam fatto in condizioni ottimali, cioè con poca neve sul versante e dopo un lungo periodo di assenza di precipitazioni. Comunque per raggiungere l'alpe Vallè in inverno c'è un'altra via a parer mio ben più spettacolare. Si passa da Trasquera, ma questa è un'altra storia.

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Le nostre racchettine nel 2012.

Cuoio, gomma, alluminio e Nylon. Nel 1994 quando, un po' per gioco e un po' per rabbia, ho costruito il primo paio di racchette da neve, non immaginavo che sarebbero state così longeve. In verità non pensavo nemmeno che potessero funzionare. E invece ci hanno portato a spasso per i sentieri alpini, consentendoci di arrampicare dove solo gli sci alpinisti osano e anzi, di intrufolarci nel sottobosco dove è ben difficile districarsi con gli sci ai piedi. Quasi venti anni dopo sono ancora lì, pronte all'uso. Certo, un po' di manutenzione è stata necessaria: la sostituzione di qualche nastro logoro e l'aggiornamento del sistema di blocco sullo scarpone (haimè ancor lontano dall'essere perfetto) sono stati interventi indispensabili. Ma la struttura nel suo complesso ha retto bene. E spero che regga ancora per un po' visto che abbiamo ancora gambe buone!