contro- intestazione

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Nella bruma delle vette del Costa Rica. Los Quetzales

Il Costa Rica è un paese smilzo disteso tra due mari, il Pacifico ad est e l'Atlantico caraibico ad ovest. Date le distanze apparentemente esigue sembrerebbe possibile pianificare per il mattino un tuffo nei Caraibi e per il pomeriggio un po' di surf in una bella spiaggia del Pacifico.  Purtroppo occorre fare i conti con l'oste, e qui l'oste è una catena montuosa (vulcanica) che divide a metà, per il lungo, la nazione. E' la Cordillera da Talamanca.

La foresta d'alta quota della Cordillera de Talamanca. PN de los Quetzales, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II, Gitzo GT3541LS, Arca B1.

La spina dorsale del Costa Rica è una catena montuosa che raggiunge quote intorno ai 3500 metri. Dai Vulcani Arenal, Poas e Irazù scende in direzione sud est per proseguire poi nel Panama incastonando altri vulcani tanto alti quanto pericolosi. In Agosto le nubi che si formano nel Pacifico equatoriale, attraversano il  piccolo Costa Rica per scaricare metri e metri di pioggia proprio su questa catena montuosa. Il terreno vulcanico, già fertile viene così abbondantemente innaffiato. Le temperature toccano lo zero solo raramente anche alle quote più alte, quindi anche qui la vegetazione esplode.

Coltivazioni a 3000 metri alle pendici del vulcano Irazù. Cartago, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM, photomerge di 6 scatti.
Il fitto della foresta alla quota di oltre 2000m. PN de los Quetzales, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM, Gitzo GT3541LS, Arca B1.

La curiosità ci ha guidato da Cartago su per la Cordillera de Talamanca. Seguendo la Caretera Interamericana, sulle sue curve strette, dietro a camion che arrancano scalando pendenze impegnative, siamo arrivati nel cuore della catena montuosa. L'altimetro dell'orologio è passato, in poche ore, dai 10m segnati a Limon agli oltre 2700m. Nuvole spesse, cariche di pioggia, sempre più vicine. Siamo arrivati su queste vette boscose per provare ad inquadrare nel binocolo un uccello quasi mitologico: lo splendido Quetzal il più spettacolare esponente della famiglia dei Trogoni. Questo volatile abita le foreste di alta quota del Costa Rica. Con le lunghe piume timoniere del maschio i re Incas ornavano i loro copricapi.  Sono i colori del piumaggio del Quetzal a renderlo tanto magnifico, ma sono anche stati la ragione della sua quasi scomparsa. Oggi qui in Costa Rica è protetto, la sua popolazione è florida, e perché non provare ad incontrarlo? 

Il fitto della foresta di montagna. Riserva Forestale di Los Santos, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM,Gitzo GT3541LS, Arca B1.
Il fitto della foresta di montagna. R. Los Santos, Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II G, car window.
Una staccionata coperta di lichene. R. Los Santos, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM, hands hold.

Le foreste della cordillera ospitano, oltre al Quetzal, molte specie di uccelli e, tra queste, molte di Colibrì. Dal profondo buio della foresta i colibrì escono allo scoperto alla ricerca dei fiori del cui nettare devono cibarsi. Nel Giardino dell'hotel de Mirador de los Quetzales, dove abbiamo soggiornato per due notti, il via vai di Colibrì è incessante dall'alba al tramonto.

Colibrì [Archilochus culibris, femmina - probabile]. Mirador de los Quetzales, Riserva Los Santos Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II + TC17, Flash, Gitzo GT3541LS, Arca B1.
Colibrì [Heliodoxa jacula, probabile]. Mirador de Quetzales, Riserva Los Santos Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II + TC17, Flash, Gitzo GT3541LS, Arca B1.

E' stupefacente osservare come la vegetazione d'alto fusto riesca a resistere a quote così elevate. Solo sopra i 3000 metri diventa bassa e cespugliosa con solo qualche solitaria conifera a rompere la monotonia. Sotto una pioggia incessante abbiamo esplorato una pista in terra battuta che si stacca dalla Caretera Interamericana più o meno all'altezza del passo del Cerro Division. Altimetro alla mano, la quota rilevata ha superato i 3300 metri. La pista finisce presso un osservatorio meteorologico. E' evidente che nella giornata giusta in questo punto la vista può spaziare su entrambe gli oceani. Noi abbiamo ammirato solo nuvole basse, nebbia e un uccellino poco appariscente, salvo poi scoprire trattarsi del Junco vulcani un endemismo delle cime costaricane (!)

Vegetazione sopra i 3000 m al passo del Cerro Division, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM,Gitzo GT3541LS, Arca B1.
Sopra i 3000 metri del passo del Cerro Division, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM,Gitzo GT3541LS, Arca B1.
Junco vulcani un endemismo della alte quote. Passo del Cerro Division, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II + TC17, Gitzo GT3541LS, Arca B1.

Nel 2005 il governo ha istituito il Parque Nacional de los Quetzales al fine di proteggere maggiormente la Riserva della Foresta di Los Santos che ospita una importante popolazione di Quetzal. Lungo la Caretera Interamenricana, nel cuore della Cordillera de Talamanca, è facile individuare questo giovane parco nazionale. I cartelli che raffigurano il mitico pennuto sono un po' ovunque. Dopo Salsipuedes, procedendo in direzione San Isidro, ci si imbatte per forza nel Mirador de Quetzales. Si tratta di un insieme di alberghi - bugalows. Nel prezzo di pernottamento, cena e prima colazione è compresa la visita guidata alla ricerca del Quetzal. E come dire di no?

Birdwatching! PN de los Quetzales, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II, Gitzo GT3541LS, Arca B1 e D300 ob. Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM hands hold.
Il risplendente Quetzal [Pharomachrus mocinno]. PN de los Quetzales, Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VR II +TC17, Gitzo GT3541LS, Arca B1.
Il signor Oscar Serrano, la nostra guida alla ricerca del Quetzal. PN los Quetzales, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob. Sigma 8-16/5.6-5.6 HSM, hands hold.

Confesso che quando siamo partiti dall'Italia alla volta del Costa Rica, tutto immaginavo, meno che di inquadrare nel mirino della fotocamera il Quetzal. Nonostante queste immagini non siano quel granché (ho visto molto, ma molto di meglio) per noi sono importantissime. Perché ci raccontano quanto possa essere terreno e reale qualcosa che nella nostra formazione è considerato lontano, lontanissimo, esotico e irraggiungibile. Invece eccolo lì, paffuto e tranquillo come un piccione nostrano. Oscar Serrano, la nostra preziosa guida, ci ha spiegato che il Quetzal si nutre essenzialmente di una bacca rotonda, verde,  delle dimensioni di un'oliva media. Dove fruttifica la pianta che le produce, lì si trova il Quetzal. Serve solo un po' d'occhio, meglio un binocolo, e il gioco è fatto. Questa sua necessaria abitudine è stata la ragione che lo ha reso preda facile  prima di arco e freccia, poi di doppietta. Lo sterminio qui in Costa Rica è finito da molti anni. Oscar ricorda d'averlo assaggiato da ragazzino, e sa di pollo...però più buono. Ma Oscar ha capito, e i suoi colleghi con lui, che un Quetzal vivo vale molto di più di un arrosto esotico. 

L'albergo Mirador de Quetzales. Cordillera de Talamanca, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM, Gitzo GT3541LS Arca B1.

Il nostro soggiorno al Mirador de Quetzales, per quanto spartano, è stato estremamente piacevole e bello. Alla faccia del meteo piovoso e delle temperature alpine, il piccolo cabin di legno nel quale abbiamo trascorso due notti  piacevoli, è stato un rifugio fondamentale! Qui al Mirador non solo si mangia bene, ma ci si sente a casa. Merito della famiglia Serrano che gestisce la struttura con grande attenzione al cliente e sincera empatia. Quindi se vi capita di passare per le cime della cordillera Costaricana e vi vien voglia di vedere il Quetzal, cercate questo posto, senza indugio.

Calle. Mirador de Quetzales


Note fotografiche
Questi 2 giorni (scarsi) trascorsi tra le nubi della Cordillera de Talamanca sono stati caratterizzati da pioggia battente; solo nel mattino del primo giorno le nuvole hanno dato tregua consentendoci il cammino sui ripidi sentieri della foresta, e di avvistare i Quetzal. Il cielo nuvoloso e la volta arborea facevano filtrare ben poca luce sui rami dove stavano appollaiati i Quetzal. Il ricorso agli alti iso della Nikon D3 è stata la chiave di volta che mi ha consentito di salvare qualche immagine di questo, quasi mitologico, trogone. Devo aggiungere che per riempire un poco l'inquadratura i 400mm del Nikon 200-400/4 VR II erano veramente insufficienti. Data l'occasione (quando ci torno ai piedi del Quetzal??) ho deciso, alla disperata, di ricorrere al moltiplicatore di focale Nikon TC17. Il tele zoom di Nikon non è un obiettivo pensato per essere accoppiato al moltiplicatore. Avevo fatto qualche prova in passato (qui sul blog trovate i risultati), ma niente di più. Qui sulla Cordillera non ho avuto scelta. Ebbene, se è pur vero che si perde un po' di definizione, l'accoppiata ha dimostrato di funzionare benissimo. I 680mm/6.8 si sono rivelati l'asso nella manica, la soluzione del problema. Il VR mi ha dato un grado di libertà in più, o se si preferisce, una garanzia in più di riduzione del micro-mosso. Insomma gli alti ISO (2000-3200) della D3, il VR e la qualità ottica di obiettivo e moltiplicatore sono stati, nell'insieme, la ricetta utile a fare quanto in passato era assolutamente impossibile: catturare i colori di un volatile elusivo nelle peggiori condizioni di illuminazione che si possano incontrare. Mica poco!


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Mensaje para los ladrones de Playa de la Ventana , Tamarindo.
Estimado señores, además de los valores que me han quitado, que no pretendo nada, entre mis papeles había un objeto de ningún valor para usted. Era la tarjeta de la obra de mi padre, el que ya no está con nosotros desde hace varios años. En la tarjeta està escrito: Luigi Brustia (que era el nombre de mi padre) Comune di Novara (donde trabajó durante cuarenta años). No cuesta nada enviarlo de forma anonima en el centro Parque de Las Baulas en Playa Grande. Sólo le pido un gesto de misericordia. Os saludo a vosotros, sin algun resentimientos.

Valerio Brustia.

La foresta atlantica di punta Cahuita.

A Cahuita ho compreso cosa sia il tropico, cosa significa foresta tropicale. A Cahuita anche un testone come me ha inteso quale ricchezza di forme di vita vegetali e animali popola la fascia tropicale di questo pianeta. Letteralmente un delirio di forme di vita.

La foresta costiera di Cahuita. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

La penisola di Cahuita si è formata dal deposito di sedimento dilavato dai fiumi verso il mare. Sui bassi fondali creati dalle correnti si è stabilita una colonia di coralli. Che sia nato prima l'uovo o la gallina, non lo so, di certo è un meccanismo virtuoso perché il corallo difende la costa dalle furie degli uragani, mentre i fiumi depositano altro sedimento facendo crescere la terra emersa.

Punta Cahuita fronte barriera corallina. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, Housing Sea&Sea MDX D300 Dome 9"+ ER40.
La barriera corallina in acque non limpidissime. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, Housing Sea&Sea MDX D300 Dome 9"+ER40.

Questo processo oggi è messo alle strette dal riscaldamento globale e dall'agricoltura intensiva del banano. La foresta tropicale trattenendo l'eccesso di nutrienti, ha consentito la proliferazione del corallo, vice versa la sua riduzione, in favore della coltivazione intensiva del banano, ha incrinato questo delicato equilibrio; i terreni di coltura di questo prezioso albero africano vengono dilavati troppo velocemente dalle piogge e il sedimento in eccesso, trasportato in mare, soffoca i coralli. Per comprendere quale sia l'intensità del filtro svolto dalla foresta tropicale è sufficiente fare due passi qui sulle spiagge di Cahuita.

Spiaggia meridionale del parco nazionale di Cahuita. Limon, Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

Sul terreno soffice di questa costa il cocco germoglia velocemente, le mangrovie trattengono e consolidano il suolo melmoso nel quale i Ceiba crescono rigogliosi anzi, ferocemente rigogliosi! E' evidente che le piogge calde e frequenti, unite al limo dilavato dalle alture, danno ricco nutrimento a tutte le forme vegetali dai rampicanti agli alberi più possenti. Questo muro verde, seme dopo seme, radice dopo radice riesce a spingere indietro il mare, mantenendolo oltre la linea di sabbia bianca.

Fronte mare, una mangrovia germoglia nel legno morto di Ceiba. Cahuita Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Tronco di palma da cocco coperto di licheni e funghi su un tronco marcescente. Cahuita Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Questi sono gli alberelli che popolano il fronte mare del tropico costaricano. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Foresta in ricrescita nella palude costiera a pochi metri dal mare. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
La selva del Cahuita. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

La foresta costiera è impenetrabile, il suo terreno è semi allagato e, se non bastasse, le zanzare (peraltro pochissime!) portano in dono il virus della Dengue. Ma è un capolavoro della natura, un inno alla vita che risplende in tutta la sua meravigliosa ricchezza. Piante di ogni sorta si contendono il minimo fazzoletto di luce, crescendo le une sulle altre, le une a discapito delle altre. Chi mangia è mangiato e sua volta chi assale è divorato da almeno altre tre diverse forme di vita. Il meccanismo riguarda la vita in ogni sua accezione ed è tanto selvaggio che mi pare di poter essere fagocitato anche io se solo rimanessi qui fermo troppo a lungo (del resto succede alle auto in sosta!).

Giardino svizzero, nel senso che è il giardino di una pensione ristorante gestita da due simpatici bernesi. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Furgone TROPICALIZZATO. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Il Giardino costiero nei pressi dell'albergo La Diosa.Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG e Nikon D3 ob AF-S 200-400/4 VR II, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

Il caldo opprimente, unito a questa umidità iperbolica, mi trasforma in liquido, letteralmente. E mentre inzuppo gli scarponi, sulla sabbia corrono veloci grosse lucertole e granchi di terra e di mare scappano veloci infilandosi chi sotto un tronco marcio e chi in un buco della sabbia. La foresta brulica di piccoli e meno piccoli animali. Rimango sbalordito nell'incontrare un numero imbarazzante di coloratissime vipere abbarbicate sui rami, proprio a pochi passi dal sentiero. Le ore di luce di un giorno sono sufficienti solo per intuire quanto ci sia da scoprire in questo fazzoletto di jungla.

piccolo rapace. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Picchio su una palma e Geco. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Una grossa femmina di Nephila [Nephila clavipes] attende altrettanto grossi insetti. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Vipera su un tronco. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, hands hold.
Vipera sullo stesso albero, ma dall'altra parte. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, hands hold.
Vipera Amarillio wide view. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Godzilla al pascolo. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, hands hold.
Vipera back stage. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, hands hold.
Vipera cigliata Tele View. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob.Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

Non sto qui a raccontare frottole. Tutte le vipere di queste foto o le ha viste Laura o me le hanno indicate i ranger del parco nazionale. Perché ci vuole un occhio allenato e non si creda che i colori sgargianti siano un aiuto per individuare questi ofidi nel loro ambiente. No! Tutt'altro. Sono passato a meno di un metro dall'amarillo arancione senza vederlo! Del resto anche l'iguana di un metro e venti, che pascolava placido nel parcheggio, veniva notato da pochissimi turisti.

A dire il vero a Cahiuta si tende a camminare con il naso rivolto all'insù per scorgere, tra le fronde più alte, le scimmie cappuccine. L'incontro con i nostri "relatives" oggettivamente non può lasciare indifferenti. Occorre essere proprio bacati in testa per non vedere le similitudini umane. E' la prima volta che io e Laura incontriamo dei primati in libertà. Lo "stormo" di scimmiette passa alto sulle fronde vicino alla spiaggia, ci degna di un'occhiata veloce e prosegue per le sue faccende, senza dimenticare di fare cadere qualche piccola noce sulle teste dei sottostanti bipedi grassocci e spelacchiati.

Cappuccina. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Scimmia cappuccina. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Scimmia cappuccina. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Guardoni delle cappuccine. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Foto con IPad. Ho chiesto al signore di vedere cosa riusciva a fotografare. Con mia soddisfazione quelle foto erano piuttosto indecenti. E diamine,
a qualcosa serve trascinarsi appresso treppiedi reflex e teleobiettivo!! PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

E mentre tutti quanti sono intenti a puntare le loro fotocamere verso le Cappuccine, al suolo altri mammiferi si mettono in attività, per raccogliere proprio quelle noci che le scimmie fanno cadere a terra.

Scoiattolo appeso intero. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Scoiattolo appeso dettaglio. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.
Scoiattolo frontside - backside. PN Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 200-400/4 VRII G, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.

La penisola di Cahuita è una sorta di zoo safari pedonale; lungo i due sentieri che percorrono il periplo costiero, ad ogni passo è garantito un incontro "selvatico". Stupisce sapere che la sua foresta è di seconda crescita, perché anche qui l'insaziabile motosega ha operato a lungo. Per questo motivo la foresta di Cahuita non può essere considerata "matura". Occorreranno molti, molti anni ancora prima di rivedere il suo stato primigenio, prima di osservare le poderose chiome dei Ceiba svettare alte sopra gli altri alberi. Comunque, già così com'è adesso, è un piccolo e significativo scrigno di biodiversità, la cui visita fa dimenticare le tristi lamiere delle baracche del paesino di Cahuita. Forse, con qualche turista in più e qualche gringos in meno a gestire alberghi e residence, gli abitanti di Cahuita (indigeni) avranno  modo di migliorare il loro stile di vita. Forse.

Chioma solitaria, attorno è stato fatto CLEAR CUT. Cahuita, Limon Costa Rica - Agosto.
Nikon D300, ob Sigma 8-16/4.5-5.6 HSM DG, tripod Gitzo GT3541LS Arca B1.


Note fotografiche
Qui a Cahuita ho veramente apprezzato le qualità di tropicalizzazione della Nikon D300 perché l'umidità è tale da mettere seriamente in difficoltà qualsiasi strumento elettronico. Magnifica poi la versatilità d'uso del Sigma 8-16/4.5-5.6 DG HSM superwide; già work horse sott'acqua qui a Cahuita ha dovuto fare le veci del 17-35/2.8 che mi è stato rubato nel Guanacaste. Poiché l'obiettivo Sigma lavora bene su diaframmi più chiusi di f/8, e conoscendo i limiti della D300 in termini di massimi ISO utilizzabili, ho fatto ricorso massiccio al treppiede. Questa necessità mi ha ulteriormente convinto della straordinaria qualità del Gitzo GT3541LS, la cui leggerezza, unita alla praticità dei suoi serraggi, fanno sì che l'uso pratico sia estremamente rapido. Infine voglio sottolineare quanto sia stato utile il Nikon 200-400/4 VR II abbinato alla Nikon D3. Gli animali di Cahuita sono medio piccoli e possono essere avvicinati a brevi distanze. I 400 mm uniti ai 2.5 metri di minima distanza di messa a fuoco sono stati utilissimi per riempire il fotogramma. E poi chiaramente la D3 ha dato quanto siamo abituati ad aspettarci: 1600-2000 iso nell'ombra della canopy sono stati essenziali per fotografare le scimmie cappuccine e gli scoiattoli, animaletti sempre in rapido movimento. 


Valerio al pezzo.


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Mensaje para los ladrones de Playa de la Ventana , Tamarindo.
Estimado señores, además de los valores que me han quitado, que no pretendo nada, entre mis papeles había un objeto de ningún valor para usted. Era la tarjeta de la obra de mi padre, el que ya no está con nosotros desde hace varios años. En la tarjeta està escrito: Luigi Brustia (que era el nombre de mi padre) Comune di Novara (donde trabajó durante cuarenta años). No cuesta nada enviarlo de forma anonima en el centro Parque de Las Baulas en Playa Grande. Sólo le pido un gesto de misericordia. Os saludo a vosotros, sin algun resentimientos.

Valerio Brustia.