contro- intestazione

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A Flower??

Vado, non vado, vado non vado.... Laura che ne dici, andiamo? Mia moglie è più decisa di me e compera i biglietti. I biglietti di che? Di un concerto? Sì, ma non proprio. Un Musical? Forse, ma nemmeno. Direi che Laura ha comperato due biglietti per un viaggio nel tempo.

The Musical Box in Selling England By The Pound. Qui stanno eseguendo "The battle of Epping forest". Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D800 ob. Nikon AF-S 24-70 /2.8 ED G.

Sì un salto nel passato, nel 1973 per la precisione. Non voglio fare un'iperbole, non voglio raccontare quello che ho visto deformando i fatti attraverso il mio modo di interpretare, no no: qui sul palco della sala Verdi del Conservatorio di Milano, in questa sera piovosa del 14 Novembre 2014 va in scena un concerto dei Genesis del 1973, per la precisione il Selling England "White show". Purtroppo so che solo una minoranza di chi passerà di qui e avrà la curiosità di leggere queste note, ha idea di che sto parlando, sa cosa sia stato un concerto dei Genesis con Peter Gabriel voce, attore, regista e front man di quegli spettacoli di 40 anni fa, e conosce quale frizzante tipologia di Rock sia stata quella dei Genesis '70. Sapere di queste cose è necessario per comprendere appieno quello che fanno i The Musical Box gruppo canadese che, da oltre vent'anni, ricostruisce con maniacale precisione quelle performance. Una fedeltà tanto maiuscola da non poter accomunare i The Musical Box alla varia truppa di tribute band che imperversano in ogni angolo del mondo e che riproducono, con varia abilità, la musica delle icone del rock di una stagione che difficilmente potrà ripetersi.

The Musical Box in Selling England By The Pound. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D800, ob Nikon AF-S 24-70/2.8 ED G.

E allora eccoci qui seduti davanti ai teli traslucidi di un palco modesto, piccolo e affollato di attrezzi e strumenti. L'abitudine ad allestimenti imponenti delle scenografie del pop corrente, fa apparire queste quinte come uno spettacolo parrocchiale. I The Musical Box hanno riprodotto tutto nel modo più fedele possibile. Mi fa una certa impressione vedere la folla di aste dei microfoni, matasse di cavi e cavetti correre tra sgabelli e strumenti, tra le casse spia verniciate, maldestramente, di bianco sporco. Se confrontato con una rock band corrente questo palco appare una via di mezzo tra un magazzino ed un mercatino dell'usato. Già, perché i The Musical Box in scena portano i fasti ma anche le miserie di un decennio ormai lontano, dove la tecnologia a disposizione era decisamente limitata e, anche volendo, i soldi erano una risorsa drammaticamente scarsa.

The Musical Box in Selling England By The Pound. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II G.
Sebastien Lamothe alla sedici corde. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700 ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II G.
Sebastien Lamothe al basso multifunzione. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700 ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II G.

Di quei limiti di budget però, bisogna essere onesti, a musicisti come furono i Genesis ben poco glie ne fotteva in quanto tutti i loro sforzi, di ciascuno, erano orientati alla musica, ai suoni e, per il frontman, all'interpretazione di testi tanto bizzarri quanto impegnativi, parole da fare incastrare nel tessuto musicale articolato e complesso. I The Musical Box ci mostrano come questa magia veniva riprodotta sul palco. Denis Gagné (voce e flauto) esce ed entra dalla quinte per raggiunge il microfono nel momento giusto per prendere l'attacco del brano. Gagnè ha un timbro vocale assolutamente simile a quello di Peter Gabriel e la sa usare bene la voce. Dando per scontata l'importanza delle parti di tastiera di Tony Banks, qui con onore riprodotte dal giovane quebequois  Guillaume Rivard, scopro che l'esecuzione di brani come "Supper's ready" sono diretti dal bassista factotum che fu Mike Rutherford qui interpretato da  Sebastien Lamothe solido e preciso musicista, a cui tutti si riferiscono durante il procedere dell'esecuzione. La batteria del rock di quegli anni non è lo strumento che "dà il tempo", è invece uno dei protagonisti della partitura. Così fu che il grande Phil Collins aveva il suo bel da fare nei pezzi come "Dancing with the Moonlit Knight" e quindi Mark Laflamme, che ne copre la parte, suda come un orco, come da copione. Imperturbabile, tutto sulla sinistra del palco, arroccato sul suo sgabello Francois Gagnon alla chitarra fa scivolare le dita sulla tastiera legando le note come le pensò Steve Hackett. Peccato per l'indecisione durante "Horizons", ma si rifà durante "the Knife" il cui assolo, scritto da Phillips, veniva un po' maltrattato dall'esecuzione di Hackett. Gagnon addolcisce quell'interpretazione e rende omaggio al primissimo chitarrista dei Genesis, quel Phillips che non reggeva lo stress da palco scenico e dovette cedere il posto nella truppa. Storie d'altri tempi.

Denis Gagnè ha imparato a suonare il flauto per coprire completamente la parte. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700, ob. AF-s Nikon 70-200/2.8 VR II
Mark Laflamme nel rosso dei fari. Il batterista dei Genesis faceva la sua parte anche nei cori. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700, ob AF-S Nikon 70-200/2.8 VR II.
Francois Gagnon "mascherato" da Steve Hackett'70 . Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700, ob. AF-s Nikon 70-200/2.8 VR II
Denis Gagné durante l'esecuzione del brano "The Musical Box". Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D700 ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 VR II.
I The Musical Box in Selling England By The Pound. Conservatorio di Milano - 14 Novembre 2014.
Nikon D800, ob Nikon AF -s 24-70/2.8 ED G.

Certo che è bizzarro: a portare in scena questo rock, interpretandolo nel modo più fedele possibile, tanto da ficcarsi in testa delle parrucche per assomigliare agli attori di quelle rappresentazioni, sono dei ragazzi canadesi (di Montreal per la precisione, quindi francofoni) che appartengono alla mia generazione (o più giovani). Parliamo di gente che i Genesis dal vivo non li ha mai visti e che non ha vissuto in prima persona quegli anni, mentre ha vissuto il decennio '80 del tecnopop. Evidentemente a costoro è successo quel che è capitato a me e cioè nell'età della formazione, nell'adolescenza, in cui forse si è ancora sensibili, invece di mettere sul piatto del giradischi l'ultimo LP del Prefab Sprout, hanno posato la testina sui solchi di "Nursery Cryme" rimanendo ammagliati, per tutta la vita, dalle fughe della tastiera di Banks, dalle cavalcate di Collins, dagli urli liberatori di Gabriel, un Gabriel che  ...  altro che "sledge hammer"!!

Eccolo qui il pubblico. Ecco, qui io mi specchio.

Il pubblico ha apprezzato, davvero. Io stesso ero molto scettico, invece mi son dovuto ricredere, ho provato il piacere di risentire ancora una volta, ma dal vivo ed eseguiti magistralmente, i pezzi di una scaletta che, proposti agli attuali musicisti collaboratori di Peter Gabriel, hanno scatenato la rivolta. Ed allora eccola qui, per la cronaca, la lista di brani sgranati sul piccolo palco dell'affollata Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Si parte con l'organo sospeso nel vuoto di "Watchers of the Skyes", poi la scena si riempie della sola voce di Gagné per l'incipit di "Dancing with the moonlit Knight" , quindi la beffarda "Cinema Show" e a seguire la più leggera "I Know what I like". L'attacco delle note di "Firth of Fifth" è accolto con un boato, segue la magnifica "The Musical Box", il breve intermezzo (un po' maltrattato) di  "Horizons", la complessa e pretenziosa (ma che a me piace tanto) "Battle of Epping Forest" e quindi il capolavoro di 17  minuti di "Supper's Ready". A chiudere, come era da copione, il primo brano di successo dal primo LP "Trespass": "The Knife". Dimenticavo, questa non è una scaletta scelta a piacere, no. Questa è la scaletta della tournee dei Genesis del 1973.

Che dire di più ... chi sa e non ha mai assistito ad uno spettacolo di questi virtuosi Quebequois, è bene che corra ai ripari e non si faccia scappare la prossima occasione. Magari all'Operà di Parigi che spesso li ospita, piuttosto che alla Royal Halbert Hall di Londra, dove hanno suonato con lo stesso Steve Hackett. Io dalla mia sono contento che esistano persone come Gagné e soci, che hanno deciso di mantenere viva una musica che merita di essere suonata e ascoltata non una, ma cento, mille volte.


Isola Rossa, sopra e sotto il mare.

Lo sprone roccioso che chiudere a nord la baia di Valledoria-Badesi si chiama Isola Rossa. Nome assolutamente descrittivo del luogo, perché il granito di cui sono fatte queste rocce effettivamente ha una bella tonalità rossiccia. E l'isola?

Le rocce della scogliera di Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D700 ob. Nikon Af-s 24-70/2.8 ED G. Hands hold.

C'è, è lì a poche centinaia di metri dalla punta della scogliera. Questo sprone roccioso, l'isola, è l'evidenza superficiale di un'orografia subacquea particolarmente movimentata. Dalla costa di Isola Rossa, appena fuori dell'abitato e del porto, tra spaccature smeraldine e ripari dal vento di Maestrale, si intravede, già dalla riva, il blu profondo del mare che separa l'isola dalla costa. Davanti a noi si para un vero campo giochi per subacquei di qualsiasi tipo, dal principiante allo scafato trimixer con 6,023x10^32 immersioni all'attivo.

La scogliera di di Isola Rossa, con avventori annessi, e la torre Saracena nel classico stato di italica conservazione. Isola Rossa (OTP)
Nikon D700 ob Nikon AF-S 24-70/2.8 ED G, circular pola.

Così è che dopo oltre dieci anni dall'ultima immersione, siamo tornati sott'acqua con il bel bombolone ARA da 15 litri sulla schiena, GAV, muta, torce e tutto il necessaire per sprofondare nei canyon blu dell'Isola Rossa. In questo modo abbiamo potuto conoscere, misurandola a colpi di pinna, la variegata e movimentata costa sommersa della Sardegna settentrionale.

Sotto lo zoccolo granitico la scogliera è un gruviera di anfratti. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240, double strobe YS259 on TLC 11+11+8".
Giù per il canale fino a -24m. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240, double strobe YS259 on TLC 11+11+8".
La parete corallina, casa di cicale, astici e aragoste. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240,
double strobe YS259 on TLC 11+11+8".

Tra pareti verticali, blocchi aggettanti, antri bui, e giù fino al piano sabbioso, le scogliere sommerse di Isola Rossa si sono rivelate un alveare di nicchie, anfratti, spaccature, in cui la vita marina prolifera, abbondante. L'aria della bombola non mi dà sufficiente tempo per osservare con la dovuta attenzione il caleidoscopio di forme vita che debordano da ogni buco, da ogni piega della roccia. Dal piccolo e coloratissimo alcionario fino alla grosso pesce cartilagineo, non si sa da che parte girarsi. Scattare tre foto ad un MINUSCOLO nudibranco si rivela un'impresa tutt'altro che banale che mi porta via troppo tempo e, si sa, a 25 metri di profondità il tempo corre veloce. Dannazione a me e alla mia vista zoppa! Questa incertezza mi impedirà di dedicare qualche secondo in più alla grossa Torpedine Ocellata che, quatta quatta, stava mezza insabbiata alla base della murata verticale.

Sul fondo della fossa una Torpedine ocellata che non vuol saperne di mettersi in mostra. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240, double strobe YS259 on TLC 11+11+8".
La cupola vitrea dell'occhio di un piccolo scorfano e un nudibranco MINUSCOLO (6mm). Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Cicala e Re di triglie. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Poteva mancare un morbido Spirografo? Certo che no. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Scorfanetto sornione. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Una grossa Murena mi scruta dal profondo di una spaccatura. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Labro Pavone e Aragosta. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.
Una magnifica bavosa Gobborugine. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D300, ob Nikon AF-S 60/2.8 Micro in housing S&S MDX-D300 macro port + 2 strobe YS120 on TLC 8+8" arm.

Devo segnalare che Isola Rossa non è un'area marina protetta. Ciò significa che qui si può pescare con la canna e con il fucile ed onestamente è un peccato. Lo dico da ex utente di arbalete, perché almeno su questo isolotto sarebbe bello lasciare indisturbati gronghi e mostelle, dentici e orate e non tanto per il piacere dei bombolari con fotocamera appresso (come me), ma perché è evidente che questa spugna di rocce, questa struttura di granito a nido d'ape, può essere una nursery per i pesci di tutta la costa, un vivaio importante per tutto l'ecosistema marino, la cui salvaguardia non può che portare giovamento a tutti quanti gli abitanti della zona, con e senza squame.

Ma girati un attimo !!!!! Niente, come neanche. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240, double strobe YS259 on TLC 11+11+8".
La guida sub Monica e il sottoscritto me medesimo, sul cappello di secca ad inseguire il Labro Pavone. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240, double strobe YS259 on TLC 11+11+8".
Sosta deco, non obbligatoria ... ma quasi. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AIS 16/2.8 Fisheye in Housing S&S MDX-D800 dome 240.

Come ho accennato, erano proprio tanti anni che non facevamo immersioni. Il richiamo del mare è sempre stato forte e questa volta ci siamo decisi. Quando sono entrato nell'ufficio del Diving Fluid Factory di Isola Rossa, immaginavo che sarebbe stata dura riprendere confidenza con tutto il rituale, la tecnica, le regole della subacquea sportiva ARA. Invece ho trovato persone comprensive e pazienti che sono state in grado di restituirmi quella tranquillità e fiducia che credevo d'aver scordato. Grazie a loro, alla loro esperienza e professionalità, è stata una passeggiata ritornare sott'acqua e non solo, riprendere a fare fotosub nel modo intenso (e anche un po' sbarazzino) a cui ero abituato in passato.

Il team di Fluid Factory che ci ha ridato la possibilità di tornare ad immergerci. Isola Rossa (OTP) - Agosto.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 24-70/2.8 ED G. Tripod Gitzo GT3541LS head Arca B1.

Il nostro grazie quindi a Monica, Francesco, Carlo, Mirko e tutti gli altri "motori" di Fluid Factory. A loro devo il ritorno alla subacquea e questa volta, lo prometto, non lascerò avvizzire conoscenza e pratica riconquistata qui, nelle belle acque di Isola Rossa.

Drifting away, but we'll be back.

Luci della sera

Quando in estate scende la sera, le spiagge del nostro Mediterraneo si sfollano dei bagnanti tornando ad essere luoghi selvaggi, confine tra terra e mare.

Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300 , ob Nikon  AF 10.5/2.8 Fisheye, hoising Sea&Sea MDX D300+Dome 240.
Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300 , ob Nikon  AF 10.5/2.8 Fisheye, housing Sea&Sea MDX D300+Dome 240.
Il bagno al tramonto. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D300 , ob Nikon  AF 10.5/2.8 Fisheye, housing Sea&Sea MDX D300+Dome 240.

Con i piedi affondati nella sabbia fresca è bello godersi i più suggestivi colori della giornata che, tra mare e cielo, si accendono. E perché non tuffarsi in queste acque calde e non più stressate dal vento? Il mare scuro, caldo, resterà a ricordo per tutti i mesi a venire.

Poi il sole scivola dietro l'orizzonte e lo fa più velocemente di quanto desidererei che si spostasse (!). La luce che rimane è il riflesso del cielo illuminato da dietro l'orizzonte. E' l'ora blu. Che duri un'ora lo dicono i francesi, io, dalla mia, non l'ho mai cronometrata. Fatto sta che la luce cala cala e vira dall'arancio ai colori freddi. Insomma diventa sempre più ... blu.

Castelsardo (SS) - Agosto.
Nikon D3, ob Nikon AF-S 600/4 ED VR G, Gitzo GT3541LS Arca B1.
La superficie di un mare irrequieto. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D3, ob Nikon AF-S 600/4 ED VR G, Gitzo GT3541LS Arca B1.
Il sole tramonta dietro all'isola di Asinara. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D3, ob. Nikon AF-S 600/4 ED VR G, Gitzo GT3541LS Arca B1.
La spiaggia di Valledoria con Castelsardo (SS) - Agosto.
Nikon D800 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED e Nikon D700 ob. Nikon AF-S 70-200/2.8 ED G VR II, Gitzo GT3541LS Arca B1.
La spiaggia di Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D700, ob Nikon AF-S 70-200/2.8 ED G VR II, Gitzo GT3541LS Arca B1.
La laguna alla foce del Coghinas. Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1.
I chioschi, pochi, sulla spiaggia di Valledoria (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1.
Il groviglio della macchia mediterranea retrodunale. Baia delle Mimose Valledoria  (SS) - Agosto.
Nikon D800, ob Nikon AF-S 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1.

Poi arriva la notte e per noi fotografi rimangono solo le sorgenti di luce artificiali. O la luna, se c'è. La notte del Mediterraneo in estate è dolce, profumata ... e scrivere queste cose in Novembre mi mette un po' di nostalgia.

Castelsardo (SS) - Agosto.
Nikon D3 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED hands hold.
Trinità d'Agultu (O.TP) - Agosto.
Nikon D3, ob Nikon AF-S 600/4 ED VR G, Gitzo GT3541LS Arca B1.


Turbine eoliche. Viddalba (O.TP) - Agosto.
Nikon D3, ob Nikon AF-S 600/4 ED VR G, Gitzo GT3541LS Arca B1.