contro- intestazione

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Tre giorni ai piedi delle Dolomiti

Le torri delle Pale di San Martino con rising moon al Passo Rolle. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, Gitzo GT3541LS Arca B1. Photomerge.

Le Dolomiti! Finalmente.
Non è che non ci dormissi la notte, ma effettivamente cominciava ad essere imbarazzante la mia uscita: < Ehmm, no non sono mai stato sulle Dolomiti... >.
L'imbarazzo stava nel cercare delle giustificazioni credibili ad una così evidente mancanza di "conoscenza diretta". Grazie ai miei cognati Melissa e Matteo ho tappato questa falla. L'occasione sono state le scorse vacanze di inizio d'anno e il luogo le Dolomiti di San Martino di Castrozza. Devo ammettere di essere stato sciocco, perché questi castelli di Dolomia valgono ogni viaggio e confermano tutto il blasone e l'aurea che li accompagna. Facendo tappa a Siror, San Martino risulta lì a due passi, così come il Passo Rolle che, in questo inverno senza neve, abbiamo trovato aperto. E' stato un assaggio e niente di più perché, di fatto, il topic di questa vacanza era portare i nipotini a giocare con la neve. Neve che, come noto, quest'anno è stata l'invitato che non si è presentato alla festa. Peccato. Ma i bambini hanno avuto modo di scivolare ugualmente sulle piste innevate artificialmente e io ho trovato il tempo di fare due scatti ricordo. Una promessa, a me stesso, di tornare a esplorare con la dovuta calma luoghi come le Pale di San Martino, la foresta di Paneveggio, la val di Fassa e qualsiasi altro angolo di questo immenso pezzo di arco alpino di creste isolate e verticali. Torneremo, prometto.

No neve? Si Party lo stesso, tiè. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D700 ob. Nikon AF-s 17-35/2.8 ED e Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, hands hold.
Eppur si scia. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED hands hold. 
Spara neve alla Malga Ces e Cimon de la Pala visto dal Passo Rolle. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
1 - Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, Gitzo GT3541LS Arca B1. Photomerge 3 shots;
2 - Nikon D3, ob Nikon AF-s 200-400/4 VR II, Gitzo GT3541LS Arca B1. Photomerge 3 shots. 
Cimon de la Pala. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, Gitzo GT3541LS Arca B1. Photomerge 6 shots.
Trekking! San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, hands hold.
Cimon de la Pala visto da dentro il bosco. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
1 - Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1;
2 - Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, hands hold.
Il Cimon de la Pala dal Passo Rolle, San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
1 - Nikon D800, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1, Photomerge 2 shots;
2 - Nikon D800, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1.
Passo Rolle, San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
1- Nikon D3, ob Nikon AF-s  200-400/4 VR II, car window;
2 - Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED hands hold. 
Le torri delle Pale di San Martino riprese dal Passo Rolle. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
1 - Nikon D700, ob Nikon AF-s 17-35/2.8 ED, Gitzo GT3541LS Arca B1;
2 - Nikon D3, ob Nikon AF-s  200-400/4 VR II, Gitzo GT3541LS Arca B1;
3 - Nikon D3, ob Nikon AF-s  200-400/4 VR II, Gitzo GT3541LS Arca B1.

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Ma Valerio sono tutte foto notture (o quasi)!!

Le Pale di San Martino. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.
Nikon D800, ob Nikon AF-s 105/2.8 Micro VR, Gitzo GT3541LS Arca B1. Photomerge.

Eh sì, non l'ho mica detto che lo scopo della missione era un altro? Solo dopo aver schiantato di fatica quei tre diavoletti, di cui uno non voleva proprio saperne di scendere dal bob, rimaneva il tempo per fare qualche foto. Ma è stato bellissimo vedere le faccette di quei piccoletti nella loro prima uscita montana. Ah, se ci fosse stata la neve dello scorso anno!

Spingi e tira. San Martino di Castrozza (TN) - Gennaio.


Due Parole mi tocca dirle

9 Gennaio 2015.
Questo blog parla di fotografia, viaggi e mere cazzate, del resto lo compilo per passatempo. Ma quello che si è concluso oggi a Parigi, nel modo tragico in cui era prevedibile finisse, è un fatto a cui non riesco a passare oltre. Per dirla con le parole giuste, non è che vivo con la testa in un sacco e, oltre che di obiettivi, pesciolini e farfalline, non vedo non sento e non voglio parlare. Magari...

Non entro nel merito del perché e del percome. E' già debordante la folla di espertoni analisti della cosa politica, del mondo e della psicologia umana, espertoni che stanno soffiando a forti polmoni nei mantici mediatici raccontando di ogni. I morti sono morti e non torneranno più. Ma voglio dirlo da qualche parte che se qualcuno volesse sparare a Vincino per una sua vignetta a me girerebbero forte forte i coglioni. Premetto che per la mia profonda ignoranza, di cui vanto picchi assoluti, il nome Charlie tenderei ad associarlo a Theron e non Hebdo, però accidenti, possibile che tutti gli italiani siano diventati appasionati amanti, profondi conoscitori e difensori di questi fumettari dal tratto talvolta confuso, ma dalle idee chiarissime?

Un bel titolo del '91: decisamente di attualità.

Ora, a me pare che sia opportuno ricordare che noi, popolo italico di antica e gloriosa schiatta, abbiamo una scarsa propensione a prenderci e a prendere sagacemente per i fondelli il prossimo. Leggere Satira è sì ridere, ma anche pensare a quello di cui si sta ridendo se no ci sono le barzellette della settimana enigmistica e pedalare. Io ho un'età tale per cui ho avuto modo e tempo di gustare serenamente il senso della vignetta satirica e non ricordo, onestamente non ho memoria, di pianti sdiliquosi per la fine, a metà anni '90, di Cuore. Si potrà dire di ogni: era un covo di comunisti, picchiavano sempre e solo da una parte, rappresentavano il pensiero di una porzione d'Italia. Tutto vero, ma faceva sorridere, pensare e discutere sodo. Ridendo, ovviamente, ma si discuteva, talvolta mandandosi amabilmente affanculo, si partiva da una vignetta, da un articoletto feroce sui fatti di cronaca che, ricordo i tempi erano tangentopolissimi, aveva ogni giorno delle eccezionali chicche da proporre, e ci si avvitava in dibattiti spericolati, ai limiti del talk show televisivo. Poi Cuore chiuse, non c'erano li soldi, questo e quello avevano litigato. L'Italia d'allora fece spallucce e via.

Ci sono tanti altri esempi, come quando Beppe Grillo al Festival di San Remo si esibì in una delle sue più scintillanti interpretazioni (eh sì, allora faceva proprio sganassare), 3/4 d'Italia ebbe da ridire "Ohh, ma come si fa! Ohh ma è un festival della musica" (e questa è vera satira, ma involontaria). Il Nazional Beppe fu sparato fuori dalla RAI, la storia la conosciamo tutti, e anche lì non è che rammenti una difesa di massa e cordoglio nazionale per cotanta vigliaccata. Nonostante la nostra storia sia ricca di aneddoti simili, in queste ore appare chiaro come lo sport nazionale sia di avvalersi in modo convinto della Regola Pino Daniele: sei tanto bravo, ma solo dopo morto.


Segnalo un grandissimo web satiro, che non le manda a dire a nessuno (perché le dice lui). Su questo LINK un assaggio pernicioso ed edificante, per i nostri confratelli mussulmani, di cosa significhi essere occidentali, rispettosi della propria storia, ma non ciechi e obnubilati dalla passione (qualunque essa sia).